Calcolo Pensione Integrativa: come fare

Aprire un fondo integrativo che oneri comporta per il richiedente? Ecco i costi da sostenere e da conoscere e i calcoli del fondo pensione da fare prima di compiere una scelta.

Aprire un fondo integrativo sembra una scelta banale ma non lo è affatto: richiede, ancor prima della gestione, moltissima informazione. Tanti sono, infatti, i richiedenti convinti che l’apertura di un fondo integrativo garantirà loro solo l’aumento dei risparmi investiti e che si capitalizzerà da solo e senza sforzo alcuno.

Fondo integrativo: oneri diretti e oneri indiretti

Nulla di più sbagliato: il fondo integrativo prevede degli oneri che possono essere di natura diretta (oneri del fondo) e indiretta (oneri a carico dell’aderente). I primi implicano la riduzione del numero delle quote del Fondo, in quanto vengono direttamente prelevati dai versamenti effettuati dall’aderente. Gli oneri indiretti, invece, si chiamano tali perché non incidono direttamente sul valore della quota ma la riducono attraverso il prelievo da ciascuna linea di investimento, abbassandola di valore.

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Quindi il calcolo della pensione integrativa è qualcosa che va fatto e che non significa solo capire quanto a distanza di un tot di anni ci spetterà, ma anche quanto dovremo investire e pagare per godere di un privilegio pensionistico complementare.

Comprendere gli oneri per chi voglia provare a fare la simulazione della pensione integrativa è, quindi, indispensabile per capire quale fondo integrativo scegliere e, soprattutto, se è il caso di sceglierne uno. Tuttavia vi sono altri criteri che è altrettanto importante considerare prima di compiere questo passo. Vediamoli insieme:

Primo criterio: la solidità della società di gestione

La società di gestione del fondo pensionistico integrativo è parte fondamentale della scelta che andrete a fare. Prima di affidarvi a società sconosciute, informatevi sulla storia, sul patrimonio complessivo raccolto dal fondo integrativo, sulla sua distribuzione e sull’esperienza specifica. Vi ricordiamo, infatti, che nonostante in Italia vi sia stato un vero e proprio boom di aperture di fondi pensionistici integrativi, non è detto che si abbia realmente esperienza. A differenza di quanto accade all’estero, l’Italia è ancora molto indietro nella gestione di questi speciali sistemi previdenziali a capitalizzazione.

Pertanto nel momento in cui andate a fare il calcolo della vostra pensione integrativa, fate caso anche a questi aspetti.

Secondo criterio: l’ampiezza dell’offerta

Un criterio molto importante da considerare riguarda la varietà dell’offerta del fondo pensione, ossia le varie linee di investimento proposte all’aderente. Un fondo pensionistico perdura nel tempo e cresce con l’aumentare del capitale investito ma risente dell’andamento del mercato finanziario che, durante gli anni in cui il fondo è attivo, può risentire di importanti oscillazioni. Per questo avere un’offerta ampia vi porterà a rivedere l’asset allocation del fondo e scegliere nuove alternative.

Anche in questo caso sarà, quindi, opportuno in fase di simulazione della pensione integrativa, tenere conto anche di questi dettagli fondamentali.

Terzo criterio: la gestione qualitativa

La qualità della gestione deve essere valutata sulla base di molteplici archi di tempo: il gestore dovrebbe, per essere qualitativo, garantire un risultato vicino al parametro di investimento promesso in fase di apertura del fondo.

Quarto criterio: la fase di erogazione della rendita

Se hai intenzione di sottoscrivere un fondo integrativo, assicurati che la rendita finale possa essere soggetta a più di un’opzione. A seconda di quelle che saranno le tue esigenza, infatti, sarebbe bene poter scegliere se e come ottenere la rendita da te accumulata negli anni. Ma, soprattutto, sarebbe buona cosa sapere effettuare un calcolo della pensione integrativa corretto.