Migliori fondi pensione e piani di previdenza complementare

Il miglior fondo pensione esiste o la pensione non è più garantita in Italia? La normativa tutela solo in parte i richiedenti che sarebbe bene prestassero sempre attenzione.

Nonostante il boom degli ultimi 5 anni, vige ancora molta diffidenza sul fondo integrativo: il migliore fondo pensione esiste? I risparmi versati sono realmente al sicuro? Queste le domande che ci si fa frequentemente anche a causa della disinformazione dilagante.

Nel nostro Paese, infatti, i fondi integrativi non hanno avuto ancora lo stesso sviluppo di cui godono all’estero anche perché, sino a qualche anno fa, il nostro sistema previdenziale riusciva a tutela i lavoratori, i contributi versati e a garantire un reddito – alla fine del rapporto lavorativo –  dignitoso.

Nel corso degli ultimi anni, tuttavia, la situazione è cambiata, le paure sono aumentate e la curiosità verso il miglior piano individuale pensionistico pure: la pensione è, del resto, per molti l’unica forma di sussistenza e trovare soluzioni alternative in caso di mancanza è diventata un’esigenza.

Tuttavia, è bene sottolinearlo, la diffidenza è in parte giustificata dal fatto che il fondo integrativo pensione non è a capitale garantito e, in caso di fallimento, priva il richiedente di tutto il denaro versato.

Unicamente il TFR resta una garanzia, anche nei casi più gravi.

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Che fare quindi? Correre il rischio o rinunciare, forse, alla pensione?

Difficile a dirsi ma onestamente il migliore fondo pensionistico non esiste. Ciò che, invece, resta una garanzia è l’informazione: In molti casi, si tende ad optare per un fondo pensionistico chiuso e, quindi, privo dell’intermediazione delle banche o delle società assicurative.

O anche a informarsi sui gradi di tutela. Per prima cosa è fondamentale ricordarsi che il fondo integrativo della pensione non è mai assicurato. La normativa per garantire la natura previdenziale di questo investimento ha stabilito solo le seguenti norme di tutela:

  • obbligo di selezione pubblica vigilata per l’individuazione dei gestori;
  • obbligo di individuazione della banca in cui saranno depositati i contributi versati
  • comunicazione di regole e vincoli dei criteri in base a cui i fondi saranno investiti
  • obbligo di indire regole in presenza di conflitti di interesse
  • obbligo di controllo da parte del sistema di vigilanza competente

La scelta di aprire, quindi, un fondo integrativo per la pensione intrgrativa è strettamente personale, assolutamente libera anche da vincoli di età ma, forse, ormai obbligata.