TFR a fondo pensione: pensione integrativa e accantonamento

E se poi ci ripenso? Come fare a tutelarsi, a versare il TFR in un fondo pensione e a riscattarlo in caso di ripensamento.

TFR a fondo pensione: che cosa significa, cosa implica e perché oggi – più che in passato – ha senso parlarne? L’Italia non naviga in ottime acque ma tutelarsi, se si è lavoratori dipendenti e si vuole godere di uno stile di vita dignitoso anche dopo la pensione, non è impossibile.

Per prima cosa è bene informarsi e capire la normativa relativa ai TFR, fondi pensione e a tutte le possibili soluzioni; poi bisogna fare una scelta: se non siete certi di percepire una pensione, dopo decenni di onorato servizio, di qualcosa dovrete pur vivere.

Nascondere i soldi sotto il materasso non è più una buona idea; invece investirli o accantonarli in un fondo pensionistico privato, forse è una scelta più intelligente. Quindi TFR o fondo pensione? Quale la scelta?

TFR a fondo pensione. In cosa consiste? Facciamo chiarezza.

Rinunciare non è necessario: si può infatti decidere di investire il TFR che, mensilmente si matura, in un fondo pensionistico privato per poi riscattarlo come la normativa prevede.

Per chi non lo sapesse il fondo pensionistico privato è un sistema previdenziale a capitalizzazione che il lavoratore autonomo o dipendente può decidere liberamente di aprire, versando contributi supplementari per godere al termine dell’attività professionale di una pensione più alta.

Un sistema per risparmiare al meglio il denaro guadagnato che, se gestito con la giusta informazione e rispettando le condizioni previste dal fondo pensionistico privato, si può rivelare una decisione lungimirante.

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Tuttavia molti sono i casi in cui i lavoratori si ritrovano a pensare di aver fatto una scelta sbagliata da cui preferirebbero tornare indietro. Uno dei dubbi più frequenti – parlando sempre di TFR e pensione integrativa – riguarda la perdita del TFR in caso di perdita di valore del fondo che si è deciso di richiedere.

Una paura legittima, per essere onesti, ma non completamente fondata. Uscire da un fondo pensionistico privato e così salvare il proprio TFR non è infatti impossibile. Vediamo come.

Fondi pensionistici privati: come uscirne

Il fondo pensione privato va alimentato e, proprio per questo, potrebbe capitare di non avere a distanza di tempo gli strumenti non solo per renderlo redditizio al momento del riscatto, ma anche il modo di vederlo crescere.

Tuttavia in caso di situazioni particolari e di una certa gravità è possibile ottenere un riscatto del 50% o del 100%. Tali situazioni sono riconducibili alla disoccupazione, all’invalidità, al decesso o alla mobilità.

Bisogna tenere a mente che è possibile ottenere un riscatto del fondo pensionistico privato solo se mancano almeno 5 anni all’età pensionabile. Infine è bene tenere conto dell’aliquota prevista per la tassazione, che ammonta al 15% con una riduzione dello 0,3% per ogni anno di versamento successivo al quindicesimo.

A fronte di queste informazioni, tu cosa farai: destinerai il tuo TFR a un fondo pensione o preferirai vedere la tua liquidazione (soggetta comunque a tassazione) solo al termine del rapporto di lavoro con la tua azienda?