TFR e tassazione: quanto viene tassato?

Si tende sempre a fare un po’ di confusione quando si parla di TFR e tassazione: nel nostro Paese, soprattutto tra i più giovani e i meno esperti,  non si sa bene in cosa consista, se venga tassato e quali siano le alternative proposte dalla legge e gli oneri dei lavoratori.

Partiamo per gradi e una volta assodato che il TFR è una vera e propria liquidazione che i lavoratori ottengono dal proprio datore di lavoro, al termine del rapporto, capiamo quanto viene tassato il TFR.

TFR e tassazione: come e quanto viene tassata la liquidazione?

Il TFR viene tassato, inutile girarci intorno: tale tassazione prevede, infatti, la divisione tra il TFR complessivo per il numero di anni in cui si è prestato servizio. Una volta fatta tale divisione è importante, per avere un’idea del reddito totale mensile, fare una moltiplicazione della somma ottenuta per i dodici mesi dell’anno.

Tuttavia per capire esattamente a quanto ammonterà il TFR complessivo e avere la percezione della tassazione dello stesso, sarà necessario detrarre dal TFR lordo totale le eventuali anticipazioni e l’imposta Irpef netta.

Non sempre i lavoratori dipendenti in azienda sono obbligati a ricevere la liquidazione – TFR con tassazione – al termine del rapporto di lavoro: talvolta il TFR viene versato mensilmente in busta o chiesto dal dipendente in anticipo. Ma in questo caso è necessario possedere determinate prerogative come spese di acquisto per la prima casa, spese per la maternità o per condizioni mediche particolari.

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Purtroppo la situazione in Italia in questo momento storico non è rosea e non tutti i lavoratori sono nelle condizioni di aspettare il trattamento di fine rapporto o la pensione per garantirsi un futuro dopo tanti anni di duro lavoro. Per questo, proprio come nel resto del mondo e soprattutto negli USA, si tende sempre più a pensare a soluzioni alternative.

In tal senso i fondi pensione hanno avuto un vero e proprio boom: la percentuale di italiani spaventati all’idea di non ricevere una liquidazione o una pensione dignitosa è in netto aumento, come di rimando l’apertura di fondi complementari che fungano da reti di salvataggio.

A questo proposito e a mero scopo informativo è bene dire che il fondo complementare può essere di due tipi: aperto o chiuso. Il fondo complementare aperto (FPA) differisce dal fondo chiuso (FPC) in quanto non nasce dall’iniziativa di banche o compagnie di assicurazione ma dall’ente gestore che opera in completa autonomia e sceglie deliberatamente come gestire il fondo.

Il fondo complementare chiuso, di conseguenza, viene istituito tramite specifici accordi collettivi o aziendali, promossi da sindacati che, per definizione, sono governati secondo un principio democratico e hanno la struttura di associazioni senza fini di lucro.

Cosa per il richiedente sia meglio scegliere è difficile a dirsi: tutto dipende dalla condizione e dalla volontà del lavoratore che, tuttavia, in entrambi i casi dovrà comunque tenere fede a degli oneri.

Prima di scegliere il fondo complementare, infatti, bisogna avere ben chiari i costi diretti e indiretti della gestione.

Oneri del fondo complementare

Nei fondi pensione possono esistere due diverse tipologie di oneri: i primi a carico del fondo e i secondi a carico dell’aderente. Per quanto riguarda i fondi a carico dell’aderente, essi vengono direttamente prelevati dai versamenti, riducendo il numero di quote del fondo stesso. I fondi a carico del fondo, invece, sono chiamati indiretti perché essendo prelevati da ciascuna linea di investimento, riducono il valore della quota e incidono appunto in maniera indiretta sul valore complessivo del fondo.

Infine, ma non per importanza, è bene ricordare che in fase di erogazione delle quote, queste saranno soggette a tassazione proprio come il TFR. L’aliquota da pagare sarà, infatti, pari al 15% e, solo a partire dal quindicesimo anno di vita del fondo, potrà subire una diminuzione dello 0,3% all’anno, senza però mai scendere oltre il 9%.

Considerati questi aspetti preliminari, il richiedente può realmente valutare l’opzione migliore.